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Rimini, 13 maggio 2016
Intervista per La Voce di Romagna, a cura di Maddalena De Franchis

L'Italia invecchia ed è immobile
Ventenni, laureandi a Rimini, Mattia e Bogdan sono due genietti della finanza.
Ci danno una manciata di buoni consigli. Ma il loro futuro è lontano da questo Paese.

 

Odio la finanza, perchè riduce la gente a numeri. Così parla Brad Pitt, nel ruolo del lupo pentito che ha abbandonato Wall Street per dedicarsi al suo orto biologico, in uno dei film migliori di questa stagione cinematografica: "La grande scommessa", uscito lo scorso gennaio. E, in effetti, tendiamo a dimenticare che, dietro quel groviglio incomprensibile fatto di CDO, swap, tripla A, stock option e percentuali indecifrabili che scorrono in tivù, ci sono in realtà le esistenze di ognuno di noi, come ha dimostrato la grande crisi economica del 2008. Una crisi tragica e globale, iniziata, appunto, come una bolla speculativa.

Un crollo che potrebbe ripetersi, se non riusciamo a crearci gli anticorpi per difendere noi stessi e i nostri pochi risparmi dall'avidità sfrenata e dalle lusinghe del guadagno facile. A questo proposito, Mattia Cunti e Bogdan Ivasiuk, entrambi classe '92, laureandi nel Corso di Magistrale in Scienze Statistiche, Finanziarie e Attuariali (Dipartimento di Scienze Statistiche) del Campus di Rimini, hanno qualcosa da insegnarci. Qualcosa che ha a che fare con la gestione del rischio e con la previsione dei comportamenti futuri: non si tratta di banale "veggenza" o "fiuto degli affari", ma è frutto di conoscenza, approfondimento e sopratutto padronanza di sistemi matematici che sfuggono ai più

D: Avete 24 anni e un curriculum eccezionale, proviamo a riassumerlo brevemente.
«Nel 2014 ci siamo entrambi laureati al Corso di Laurea Triennale in Scienze Statistiche, indirizzo in Finanza, Assicurazioni e Impresa, presso il Campus di Rimini. Nell'ultimo anno della triennale abbiamo partecipato alla quarta edizione delle Universiadi del trading, un campionato universitario internazionale di trading on line con denaro reale. La competizione è durata quattro mesi. Grazie alla nostra performance finale, pari a +12,34%, siamo riusciti a classificarci fra le prime quindici squadre partecipanti, superando concorrenti molto più maturi di noi, provenienti da Ateneti blasonati. Poi ci siamo iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Statistiche, Finanziarie e Attuariali e ora siamo prossimi alla laurea. Contemporaneamente, abbiamo frequentato e concluso con il massimo dei voti un Corso di Alta Formazione in Finanza Matematica, organizzato sempre dall'Università di Bologna. Anche in quell'occasione eravamo i più giovani. Per tutta la durata del nostro percorso formativo abbiamo sempre lavorato e ora siamo stati contattati da importanti istituti di credito, come Unicredit e UBS».

D: Sembra che le Universiadi del Trading siano state una tappa importante della vostra crescita. Che cosa vi ha lasciato quell'esperienza?
«È vero, le Universiadi del Trading sono state un'occasione di crescita importante per mille motivi. Era la prima volta che ci cimentavamo con il denaro reale: all'università avevamo partecipato a numerose simulazioni, ma sempre con denaro virtuale. Alle Universiadi del Trading, ogni squadra partecipante ha invece a disposizione una somma di 5.000 Euro: l'opportunità di investire con denaro reale sui mercati finanziari ci ha consentito si scontrarci con la realtà, nonché di entrare veramente in contatto con il mondo bancario e finanziario. Sapevamo che, se avessimo vinto, gli organizzatori (la Società di Trading online Directa S.I.M.) avrebbero riconosciuto al professore di riferimento della squadra vincitrice un contributo di 20.000 Euro, utilizzabile per didattica e ricerca. Questo ci rendeva ancor più motivati: volevamo davvero fare qualcosa di buono per la nostra Università. Durante i quattro mesi della gara, io e Mattia ci alternavamo davanti alle varie piazze dei mercati notte e giorno, eravamo costantemente connessi, monitoravamo le operazioni ora per ora».

D: "Il denaro ti sta a fianco nel letto, ti guarda sempre, anche di notte. Il denaro non dorme mai", dice Gordon Gekko, eroe negativo della saga "Wall Street", diretta da Oliver Stone. Che idea vi siete fatti di questo mondo? È vero che "l'avidità è un bene", secondo un celebre passaggio del film?
«Abbiamo imparato che non solo l'avidità non è un bene, ma può trascinare verso la rovina. Analizzando il mercato finanziario, ci si rende conto che vi sono dei periodi in cui alcuni fondi di investimento sono particolarmente "di cmoda", perchè promettono guadagni facili con l'investimento in somme relativamente piccole. A chi di noi non piacerebbe guadagnare dei soldi dal nulla? Tuttavia, è proprio dietro questi strumenti che si nasconde il tranello. Leggendo gli annunci pubblicitari che spesso circolano su Internet, sembra sia semplicissmo giocare in Borsa: non è così, il colpo di fortuna è rarissimo e quasi impossibile. Per un investitore che diventa di colpo milionario, ci sono migliaia di piccoli risparmiatori che, abbagliati dal mito del guadagno facile, finisco sul lastrico. Non c'è pietà nei mercati finanziari».

D: Quanto influisce il racconto dei media?
«I media influiscono enormemente sull'andamento dei mercati finanziari, creando aspettative positive o negative che trovano riscontro solo parzialmente nella realtà. Le masse si muovono e spostano i loro investimenti proprio in base a ciò che viene fatto circolare nei media, giusto o sbagliato che sia. L'unico consicglio che ci sentiamo di dare è di non fare affidamento esclusivamente alle voci e mantenere la calma davanti ad annunci sensazionalistici, per evitare il panico. Ciò che peggiora ulteriormente le cose è l'uso che la classe politica fa delle notizie provenienti dai mercati finanziari: si cerca sempre di usarle a proprio vantaggio, ma il più delle volte non si ha nemmeno la vaga idea di ciò di cui si sta parlando».
 
D: Man mano che vi ascolto, sono sempre più confusa. Pensavo di trovarmi davanti a due nerd schizzati e sociopatici. Invece, siete giovanissimi e carini, non andate in giro in ciabatte e non avete quella frenesia nevrotica con cui spesso i media dipingono i geni del trading...
«È la stessa sensazione che ci hanno confidato tanti nostri interlocutori. Durante le Universiadi e in occasione dei momenti di confronto nelle varie edizioni dell'ITForum, il maggiore evento italiano dedicato al risparmio gestito e trading online, realizzato proprio a Rimini, la gente ci chiedeva spesso da quale Università venissimo. Quando rispondevamo "Rimini", seguiva sempre l'esclamazione: "Ma dai, non sapevo che a Rimini si studiasse! Rimini non è solo spiaggia e discoteche?". Per non parlare di quelle persone che, a Milano, vedendoci arrivare nelle sedi bancarie per i colloqui, ci dicevano: "No ragazzi, scusate, la settimana della moda è da un'altra parte"».

D: Che cosa vedete nell'avvenire del nostro Paese?
«Non è un bel momento per il nostro Paese: il prodotto interno lordo cresce poco, non c'è incentivo a investire, non si riesce a iniettare fiducia nelle persone affinchè investano di più. Inoltre, c'è una sempre maggiore disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, il Paese invecchia e regna l'immobilismo. Per questo pensiamo che il nostro futuro non sarà l'Italia, ma in una realtà più stimolante, che dia più fiducia ai giovani e alle loro idee».

 

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